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Come eliminare le talpe dal giardino

Musino simpaticamente allungato che finisce con un nasino color carne; pelliccia vellutata prevalentemente nera, ma con riflessi che possono variare dal marroncino, al grigio fino ad un azzurro slavato; orecchie non visibili; zampe anteriori larghe e munite di unghie robuste e adatte allo scavo; occhi ben protetti! Stiamo parlando della talpa. 

Animali solitari, poco inclini a socializzare anche con i suoi simili, le talpe prediligono vivere nel sottosuolo, dove scavano numerose gallerie collegate tra di loro e collocate più in profondità se utilizzate come riparo cioè come una vera e propria “tana”, o più superficialmente se servono loro come terreno di caccia. La vista della talpa è pressoché inesistente, ma in compenso il suo udito e il suo olfatto sono straordinariamente sviluppati. Si nutre esclusivamente di invertebrati, come lumache, lombrichi o larve che trova appunto scavando nei nostri campi o giardini principalmente alle prime ore del mattino o verso il tramonto.

Nei periodi più freddi dell’anno, quando il terreno è più secco, è difficile scorgere la sua presenza perché, non trovando prede, è costretta a scendere più in profondità; ma in primavera o in autunno, nei periodi più piovosi e umidi, ecco spuntare dei piccoli cumuli di terriccio, a distanza regolare uno dall’altro, che indicano che uno di questi animaletti ha scelto proprio il nostro giardino come sua dimora. Benché sia scientificamente dimostrato che la talpa non è portatrice di alcuna malattia – e di conseguenza non è un pericolo né per l’uomo, né per gli animali domestici – è innegabile che vedere il nostro spazio verde trasformato in un campo di battaglia non è assolutamente piacevole e allora… eccoci all’opera per cercare di allontanarla, senza però arrecarle alcun male. Tanti sono i metodi “fai da te”.

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Sfruttando a nostro vantaggio il loro portentoso olfatto, si va dai fondi del caffè spolverati sul terreno, all’olio di ricino mescolato con acqua, fino all’aglio e alla cipolla, usati sia singolarmente che insieme al fine di migliorare l’effetto repellente. Ancora, si può inserire nei buchi presenti sul terreno delle palline di naftalina o addirittura dei panni imbevuti di benzina.

Si può anche approfittare del loro fine udito, inserendo una barra di ferro nello scavo e infilando sopra di essa una bottiglia di vetro: l’eco che si genererà con il passaggio dell’aria nella bottiglia, creerà delle vibrazioni che infastidiranno il piccolo animale. Ma, come ben sappiamo, non sempre i metodi casalinghi si rivelano adeguati ed è perciò consigliabile rivolgersi a Imprese di Disinfestazioni esperte e competenti. I professionisti della Italservizi potranno aiutarci con l’uso di trappole, con cui cattureranno l’animale senza ferirlo per poi liberarlo in un luogo più idoneo; o ancora, potranno intervenire inserendo nel terreno dei diffusori a ultrasuoni, cioè dei moderni apparecchi alimentati anche ad energia solare, che emettono onde sonore a bassa frequenza. Il piccolo mammifero – e non solo – ne sarà infastidito e si allontanerà per cercare altri spazi da abitare.