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Nido di piccione in balcone: cosa fare?

“Ho trovato un nido di piccione sul mio balcone: cosa devo fare? Posso rimuoverlo?”

Questa è una delle domande che ci viene posta più frequentemente tramite i canali social o in chat grazie al numero dedicato WhatsApp. 

Esiste una legge nazionale, la 157/92 che tutela tutta la fauna selvatica, inquadrata come patrimonio indisponibile dello Stato e per questo è tutelata nell’interesse della comunità nazionale ed internazionale. Non si possono distruggere i nidi, né rompere le uova e non è consentito causare la morte di nessun tipo di volatile, in quanto costituirebbe un reato. Una volta che gli uccelli hanno deposto, bisogna attendere che i piccoli volino via.

Essendo il piccione inquadrato come animale selvatico, la competenza nella relativa gestione è in primis in capo alla Provincia o alla Città Metropolitana in coordinamento con il Comune in ambito di materia igienico-sanitaria.

Nonostante questo, non si può negare che la presenza di piccioni possa rappresentare un reale problema che può avere ripercussioni anche sulla nostra salute. Pensiamo solo al degrado ambientale che causa la loro presenza massiccia nel contesto urbano, ai danni e all’effetto corrosivo del guano su edifici e monumenti e, infine, anche alle infezioni e alle malattie gravi di cui sono portatori, come l’ornitosi e la salmonella.

 

 

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La legge dunque prevede che il piccione possa essere dissuaso dal frequentare determinate zone. Negli edifici privati, interventi di pulizia, sanificazione e posizionamento di dissuasori devono essere attuati a cura dei proprietari.

In presenza di nidi invece è necessario chiamare enti accreditati e specializzati per il trasloco.

Esistono delle accortezze da attuare per evitare che un uccello nidifichi nel nostro balcone.

Dare del cibo a delle specie selvatiche, ad esempio, è un atteggiamento da evitare e risulterebbe comunque sempre sbagliato. Ne va infatti a discapito della loro salute e del loro grado di autonomia; un qualsiasi animale abituato a mangiare in questo modo perde gradualmente l’istinto di procacciare in autonomia.

Discorso diverso vale per rondini e balestrucci. La loro presenza va accettata e i nidi preservati. 

La migliore difesa consiste nell’impiego di mezzi di dissuasione al fine di prevenire eventuali problematiche legate al passaggio e alla nidificazione dei colombi.